Giubileo delle Ancelle Riparatrici e commemorazione del Pio transito di Mons. Antonino Celona

(15.10.2020)

Nel ricordo del LXVIII pio transito del venerabile A. Celona, Fondatore, l’intera Famiglia ( consacrate e laici ) si è recata in pellegrinaggio a Ganzirri, nella parrocchia S. Nicolò di Bari, cogliendo l’occasione dell’anno giubilare per il bicentenario della  istituzione.

La parrocchia S. Nicolò di Bari fu la parrocchia del Fondatore. In essa il  venerabile P. Antonino Celona ricevette il battesimo, visse la sua fanciullezza  e gli ultimi anni della sua vita. E’ certamente un luogo caro per noi perché lì sono gli inizi della fede ardente, diamantina del nostro P. Fondatore.   Recarci per il giubileo è stato fonte di gioia nel Signore e motivo per stringere più forti legami spirituali, grazie anche all’accoglienza festosa del Rev. do P. Antonello Angemi , parroco, a cui va la nostra gratitudine.

Pubblichiamo quasi integralmente l’omelia da Lui tenuta perché si possa tornare a meditarla.

«Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione nei cieli in Cristo».

Con le parole usate da S. Paolo all’inizio della sua lettera agli Efesi anch’io voglio ringraziare il Signore per questa celebrazione. Nel benedire il Signore ringrazio di cuore le care Ancelle Riparatrici e tutta la famiglia della riparazione. Grazie in modo particolare alla Madre Generale, Sr. M. Chiara, per aver accolto con entusiasmo il mio invito. Grazie ai confratelli che mi danno la gioia e l’onore della loro presenza, P. Tonino Bono, Assistente Spirituale degli Amici di Suora Maria Alfonsa, e Filippo Incardone, Presbitero di Enna che vive la spiritualità della Riparazione.

Non poteva passare quest’anno giubilare senza la vostra presenza, senza il vostro pellegrinaggio, perché voi siete uno dei frutti più belli, nati in questa parrocchia nei suoi duecento anni di istituzione. Siete il frutto più bello grazie ad un figlio di Ganzirri, anzi il figlio più illustre nato in questi duecento anni: Mons. Antonino Celona, oggi venerabile, nato e morto in questo villaggio. Ed oggi il vostro pellegrinaggio giubilare avviene nel ricordo del suo pio transito, avvenuto il 15 ottobre 1952

È un momento di benedizione, di festa e di ascolto della voce dello Spirito Santo, che ci parla nella Parola che Lui stesso ha ispirato.

L’anno giubilare trova un pieno significato nel carisma che P. Celona ha proposto a tutta la Chiesa: il carisma della riparazione.

Che cos’è l’anno santo se non un anno di riparazione? Un anno in cui Cristo viene a riparare tutti i peccati nostri e di tanti defunti, con una abbondanza di perdono, con una ricca misericordia, attraverso il dono della indulgenza.

P. Celona attraverso la sua vita ci ha mostrato la  via per fare della nostra vita una riparazione, un continuo anno santo. Questa via ha tre corsie: la via della carità, la via del sacrificio, la via della riconciliazione.

La via della carità è la via di Cristo, la via che ha percorso lui. Mons. Celona affermava che «riparare significa continuare in noi la vita di Gesù». Per Mons. Celona la riparazione è concepita come uno stile di vita che si basa sullo stile di Cristo, vita segnata dalla carità, dall’amore oblativo e totale. Imitando nella vita giornaliera la carità di Cristo noi ripariamo. Non c’è  migliore riparazione che amare nella quotidianità come Gesù ha amato. Il padre ad uno di voi, sue figlie, diceva: «Sii ripiena dell’amore di Gesù e fai tutto nella carità, poiché nella carità sta la pienezza della legge e chi sta nella carità sta in Dio e Dio in noi». E S. Teresa d’Avila, la santa che oggi la Chiesa ricorda, affermava: «Amore domanda amore… sforziamo di eccitarci ad amare». Ogni gesto di carità che noi facciamo ripara il cuore di Gesù un sollievo al Cuore afflitto di Cristo. Quando si ama, ovunque il Signore ci ha messo, qualunque cosa facciamo, stiamo riparando. Ecco perché possiamo dire che il carisma della riparazione è per tutti, perché tutti siamo chiamati ad amare, tutti siamo a percorrere la via della carità, continuando la vita di Cristo in noi. La via del sacrificio. La sofferenza accettata con pazienza è un grande mezzo di riparazione. P. Celona questo non solo lo ha insegnato, ma anche vissuto. È stato il primo che ha vissuto il carisma della riparazione, perché non solo ha esercitato la carità,ma anche ha accettato tutte le sofferenze ha dovuto subire! E ne ha subite tante! È stato uno dei tanti profeti ed apostoli di cui Gesù parla nel Vangelo di oggi. Certo Mons. Celona non è stato ucciso fisicamente, ma moralmente, sì, psicologicamente, sì. Ha sperimentato tribolazioni,amarezze, soprusi, prove, delusioni, umiliazioni, forzato esilio, solitudine. Tutto accettato con pazienza, con silenzio, in adesione agli «adorabili disegni di Dio», come lui ripeteva. Tutto vissuto come anima riparatrice. Ciononostante ha vissuto la gioia cristiana,«la santa gioia cristiana» come la chiamava Lui; e nonostante le amarezze della sua vita egli chiedeva «più gioia, più gioia … per istituire una santa crociata contro quel sentimentalismo malinconico, che tenta di penetrare nella pietà dei fedeli». Perché il sacrificio sia atto di riparazione non deve essere vissuto nel lamento, ma nella gioia della Pasqua. Mons. Celona ha vissuto così l’ideale della riparazione, abbracciando pienamente il Mistero Pasquale di Cristo, nella duplice situazione di sofferenza-croce e gioia-risurrezione. La via della riconciliazione. Per riparare è preziosa questa via, perché è quella sacramentale, è la confidenza con la confessione. E Padre Celona non solo si confessava spesso, ma è stato anche ministro di riconciliazione. Quando è stato qui a Ganzirri passava il suo tempo nel confessionale.

In quel confessionale, che ancora oggi si conserva, riparava le anime, offrendo il perdono di Cristo. Ecco perché ho voluto mettere sul quel confessionale una sua immagine, che sia venerabile dai fedeli tutti di Ganzirri.

La signorina Carrozza, una sua devota e fedele figlia spirituale, raccontava che fu colpita dal suo modo di pregare e quindi lo scelse come confessore, e quando veniva lo incontrava assorto in preghiera dentro quel confessionale, aspettando le anime da riparare con il perdono. In quest’anno giubilare, ringraziamo il Signore per il carisma di Mons. Celona e viviamo tutti il suo invito alla riparazione, esercitando la carità in Cristo, accettando i sacrifici come Cristo, riconciliandoci grazie a Cristo. Saremo così sempre in un continuo anno santo, in un anno giubilare perenne e saremo una lode perenne, proclamando a tutti senza parlare:

“Magnificate  Dominun  mecum”.

                                                                                    P. Antonello  Angemi  Parroco

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