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an imagevia Mons. Antonino Celona,
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CARISMA
 
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Il Carisma della RIPARAZIONE è  un carisma difficile da comprendere e da descrivere. Non è possibile descrivere questo Carisma senza parlare, o descrivere in  parallelo la figura del Padre Fondatore Antonino Celona, l’ideatore della Riparazione. Possiamo dire che lui è l’incarnazione del medesimo, perché l’ha vissuto nella propria vita, Antonino Celona e la Riparazione sono una cosa sola, si fondano.
E dai fatti che conosciamo, sappiamo che il  Padre Antonino Celona è stato, ed è ancora oggi, un uomo di difficile ‘scoperta’. Perché c’è stato molto silenzio, limitate le parole rivelatrici, pronunciate sulla sua vita e sulla sua opera … Ma le tante realtà, presenti oggi nella vita della Chiesa, sono tracce di grazia del suo passaggio terreno. E’ necessario quindi rifarsi a queste tracce, lasciate dal suo passaggio tra noi, se vogliamo riscoprire il Fondatore e, insieme, anche le nostre proprie origini e i tratti più qualificanti della nostra particolare “identità”.
Oltre trent’anni durò il periodo del forzato silenzio sulla persona e sul carisma del Fondatore: dal 1934, quando viene estromesso dalla Casa Madre della Congregazione, fino al 1965, quando  Sr. Maddalena, una delle figlie fedeli del Padre A. Celona ottenne, dal Comune di Messina, di poter fare la traslazione delle spoglie dal Camposanto comunale, alla Chiesa di S. Orsola Tempio di Gesù Sacramentato, dove  aveva avuto inizio lo splendore  della Riparazione .     
E in quello stesso anno 1965, con la elezione di Madre Diletta, anche il clima generale cominciò presto a cambiare e nuovi orizzonti si aprirono. Da allora, infatti, è cominciata come una gara, soprattutto tra le Suore più anziane, per ricordare “una parola” del Padre, la sua figura, la sua umiltà, una sua lettera, il suo amore ardente per il Cuore di Gesù, il suo grande ideale della Riparazione”. E quasi subito incomincia anche una lunga serie di pubblicazioni di alcune opere del Fondatore e di alcune ricerche biografiche e storiche, per cui si è fatta, presto, molta strada per la “riscoperta” delle origini e del carisma delle origini.
“Riscoprire le proprie origini”: è, questa, un’esigenza inderogabile, primaria, presente nella coscienza di ogni individuo, desideroso di conoscere o verificare la propria “identità”: Quando e dove sei nato? Chi sono i tuoi genitori? Che cosa ricordi della tua infanzia, degli amici che hai conosciuto, formazione che hai ricevuto?
Sono queste le domande che si pone ogni persona, dal momento in cui vuole prendere piena coscienza di se stessa e della propria identità, o che sia in procinto di programmare il proprio futuro.
Se questo è vero di ogni individuo, a maggior ragione lo si deve riconoscere parlando di un movimento, o di una Congregazione, che ha un Fondatore, una propria fisionomia spirituale, un

“patrimonio storico” che deve qualificare la sua presenza e la sua missione nella Chiesa e nella società; un “patrimonio” che è determinante per chiunque voglia conoscere e definire la propria identità.
Nel documento “Mutui Rapporti”, pubblicato dalla S. Sede nel 1978, si legge: “Molti sono, nella Chiesa, gli Istituti Religiosi, e diversi l’uno dall’altro, secondo l’indole propria di ciascuno … Lo stesso carisma dei Fondatore si rivela come un’esperienza dello Spirito, trasmessa ai propri discepoli” (n. 7).
Questo documento afferma, poi chiaramente, che ogni Istituto Religioso ha un suo proprio “carisma,  trasmesso  in  eredità dal  Fondatore a tutti i membri dell’Istituto, che quindi vengono considerati come suoi “discepoli”. Perdere  questo legame ereditario,con le proprie origini,e col carisma del Fondatore, significherebbe smarrire la propria identità. Sarebbe come un albero al quale vengono tagliate le radici. Non è difficile capire che, se un albero rimane senza radici, non solo non porterà più frutto, ma è destinato, a morte sicura.
Dall’anno della sua morte, 1952, fino al 1965, altri 13 anni di silenzio totale, disumano, sulla sua persona e sul suo carisma di Fondatore. Per tredici anni, si tentò, con tutte le vie, di coprire la sua memoria, e le impronte del suo passaggio, nella Chiesa. Se per ogni Istituto Religioso è importante la piena conoscenza delle proprie origini, per le ANCELLE RIPARATRICI tale conoscenza è addirittura indispensabile, se vogliamo recuperare la nostra propria IDENTITA’ CARISMATICA. Ma essa è possibile solo attraverso un
“ritorno alle proprie origini”, colmando quel vuoto che, per tanti anni, le VERE ORIGINI sono state “dimenticate” e “rinnegate”e possiamo dire anchevietate”.

  • E’ indispensabile una “riscoperta”, per le Consorelle, che erano rimaste fedeli al Fondatore, e tanto hanno sofferto per il suo isolamento e la sua emarginazione.

 

E’ indispensabile una “riscoperta” soprattutto per le consorelle più giovani che, non hanno potuto condividere col Fondatore la sua ricca esperienza spirituale del Cuore di Gesù, dell’Eucaristia, della Riparazione.